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Manuale dell'OSS (Recensione)

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Created on Sunday, 08 December 2019 14:53
Last Updated on Sunday, 08 December 2019 16:32
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OSS MANUALE DELL'OPERATORE SOCIO-SANITARIO. 
Fondamenti di assistenza alla persona
Corsi e Concorsi Asa, Osa, Oss

4 edizione (ottobre 2019) - 800 pagine  

di Luca Cecchetto e Gianluigi Romeo

Maggioli Editore

Euro: 50,00

 

 Un poderoso manuale di ben 800 pagine per formare quanti si apprestano ad ottenere la qualifica di Operatore socio-sanitario, ma non solo. Si tratta di un testo utile per tutti coloro che hanno a che fare con persone (per esempio i propri familiari) aventi problemi legati alla non autosufficienza.

Il volume è diviso in tre Aree:

Seguono al fondo una serie di strumenti didattici utili a fissare i concetti illustrati nel corso della  trattazione del volume, nonché alcune schede rivolte a specifiche normative regionali.

- La prima parte, Area socio-culturale istituzionale e legislativa, affronta le seguenti tematiche: l’Operatore socio-sanitario, la legislazione socio-sanitaria, Etica e Privacy (GDPR), la Metodologia del lavoro sociale e sanitario, la Sicurezza dei luoghi di lavoro.

- La seconda parte, Area psicologica e sociale, concerne gli elementi di psicologia e sociologia.

- La terza parte, molto ampia e dettagliata, Area igienico-sanitaria e tecnico-operativa, riguarda i seguenti elementi: igiene, igiene dell’ambiente, il bisogno di respirare, di alimentazione e idratazione, di eliminazione urinaria e intestinale di igiene cura di sé, di movimento, di riposo e sonno, di un ambiente sicuro, le procedure diagnostiche e terapeutiche.

Come si evince dalla lunga elencazione delle tematiche affrontate – ben 14 sono le fitte pagine di sommario! - la trattazione è assai estesa e spazia su numerosi aspetti di necessaria e/o utile conoscenza dell’Operatore socio-sanitario. Numerose altresì le immagini, i quadri riassuntivi, gli schemi che rendono agile la lettura e per nulla pesante.

Riportiamo di seguito alcune osservazioni di nostro interesse dopo la lettura del volume.

-              In merito agli aspetti legislativi (capitolo 2), da segnalare una utile esposizione cronologica dei principali provvedimenti normativi, a partire dalla legge 6972/1890, detta legge Crispi sulle "Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza". Detta legge però, ricordiamo, non ha mai disciplinato la materia assistenziale, ma si è limitata a definire le disposizioni concernenti l’istituzione e l’amministrazione delle Ipab. Per individuare correttamente l’andamento della legislazione, si sarebbe dovuto far riferimento alle norme approvate al regio decreto 6535/1889 che imponeva ai Comuni, fino all’entrata in vigore della legge 328/2000, l’obbligo di assistere le persone che «inabili a qualsiasi lavoro proficuo per insanabili difetti fisici o intellettuali (…) non possono procacciarsi il modo di sussistenza». Inoltre, identico vincolo era stabilito, a favore dei soggetti sopra indicati, dagli articoli 154 e 155 del regio decreto 773/1931, per fortuna degli assistiti non abrogati dalla legge 328/2000.

-              L’elencazione delle normative giunge sino alla riforma “Lorenzin”, legge n. 3/2018. Nel relativo capitolo (2.2) non sono però trattati i Lea, Livelli essenziali di assistenza sanitaria e socio-sanitaria. Essi vengono accennati solo nel capitolo 4.8 sulla Metodologia del lavoro sociale e sanitario. Ricordiamo che i Lea sono di fondamentale importanza per l’utente in quanto concernenti le prestazioni che il Ssn, Servizio sanitario nazionale, è tenuto obbligatoriamente ad erogare.

-              Nel merito, per quanto concerne i “Servizi residenziali” per le persone non autosufficienti, illustrati alle pagine 106 e 107 (capitolo 4.5), servizi previsti nei Lea e pertanto prestazioni esigibili, stona l’affermazione: “Qualora non ci siano posti immediatamente disponibili l’accesso avverrà tramite l’inserimento in una lista d’attesa”. È utile ricordare che la questione non concerne la disponibilità fisica dei posti letto nelle Rsa, bensì, il convenzionamento degli stessi da parte delle Asl, con l’erogazione della quota sanitaria pari almeno al 50% della retta. A fronte di questa mancanza delle istituzioni non è ammissibile avallare le illegittime liste di attesa per prestazioni che le Asl devono erogare alle persone non autosufficienti aventi tutte esigenze di cura “indifferibili” (cfr. Ordine dei Medici chirurghi e odontoiatri di Torino, 6 luglio 2015). Non possono neppure da parte delle Asl accamparsi motivi quali la carenza di risorse in quanto le Rsa, tra altre altre, rientrano nelle prestazioni di livello essenziale, Lea, che rappresentano uno “zoccolo duro” di garanzie al di sotto del quale per la pubblica amministrazione non è possibile andare (cfr. Corte costituzionale, sentenza n. 275/2016: «è la garanzia dei diritti incomprimibili ad incidere sul bilancio, e non l’equilibrio di questo a condizionarne la doverosa erogazione»).

-              Interessante e valida l’esplicazione della procedura del Tso, Trattamento sanitario obbligatorio, previsto dalla legge 180/1978, poi abrogata in quanto inglobata nella legge 833/1978.

-              Il capitolo 15.4 tratta dei mezzi di contenzione, specificando molto bene, a nostro avviso, l’illegittimità degli stessi, ai sensi delle norme vigenti, da utilizzarsi esclusivamente in “stato di necessità”. Una “extrema ratio a cui ricorre il personale infermieristico dietro prescrizione medica in cartella clinica solo dopo aver tentato tutti gli interventi disponibili e senza successo. La prescrizione della contenzione in cartella clinica deve riportare orario e durata da mettere in atto e motivazione”. Condividiamo e sottolineiamo con doppia riga l’affermazione secondo cui “Risulta moralmente inaccettabile, contro ogni principio etico e deontologico, la contenzione fisica e chimica come intervento di carenza di personale o punitivo”.

-              Da rilevare al capitolo 18 “Assistenza alla persona anziana, con handicap e con disturbi mentali”, come gli Autori quasi mai evidenziano che trattasi di persona malata, pertanto con tutti i diritti che questa condizione porta con sè per quanto concerne le prestazioni che il SSN è tenuto ad erogare. Ad esempio a pagina 562, capitolo 18.1 “Anziano fragile”, l’appellativo “fragile” giuridicamente non ha riscontro in nessuna normativa; mentre invece, come si evince dalle condizioni che vengono subito dopo elencate per definire il soggetto “fragile”: “2. Elevato grado di comorbilità (polipatologia) trattasi di persona anziana MALATA!   Così pure si nega il diritto alle cure (diritti ben precisi e non solo interessi legittimi) utilizzando il termine “non autosufficiente”, senza evidenziare che si tratta di persone aventi tutte una carenza di salute, e pertanto malate. 

-              Aggiungiamo, in ultimo, che non abbiamo trovato (o forse ci sono sfuggite) informazioni sulle norme che regolano l’interdizione, la tutela e l’amministrazione di sostegno. Informazioni che potrebbe essere utile prevedere nella prossima edizione.

Per il resto, facciamo nostra la descrizione riportata alla IV pagina di copertina del manuale, e ciòè che si tratta di un manuale il cui testo risulta chiaro e semplice, ben organizzato per la formazione dell’OSS. Questa quarta edizione è peraltro aggiornata e riporta aspetti particolari come dell’animazione, del fine vita, del pronto soccorso.

Un’opera molto pratica a misura di studente, di operatore, di docente, ma anche di volontario o di “semplice” familiare di persona non autosufficiente desiderosa di apprendere e studiare o solo di consultare. Con “l’auspicio che questo volume” come si evince dalla Prefazione “possa diventare uno strumento di ricchezza e di condivisione appassionante tra tutti gli operatori del settore”. Magari rivedendo alcune parti come sopra evidenziato.

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