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UTET Libreria pag. 160 Tramite il racconto e l’analisi delle esperienze delle associazioni di
volontariato di appartenenza, gli Autori sostengono
con ricchezza argomentativa la tesi esplicita che è
necessario passare dal volontariato consolatorio a quello dei diritti.
Quindi, un volontariato
che non si limiti ad intervenire sulle singole situazioni di bisogno, ma che
operi, anche e soprattutto, affinché le istituzioni assumano le iniziative
occorrenti per prevenire in tutta la misura del possibile
il disagio sociale, per evitare ogni forma di emarginazione e per
garantire accettabili condizioni di vita ai soggetti deboli, in particolare a
coloro che sono incapaci di autodifendersi: minori
privi di adeguato sostegno familiare, persone colpite da handicap intellettivo
e con limitata o nulla autonomia, anziani e adulti affetti da patologie
invalidanti e da non autosufficienza. |
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