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Istanze di prestazioni socio-saniatrie

ISTANZE ALL’ENTE PUBBLICO RICHIEDENTI  PRESTAZIONI SOCIO-SANITARIE

Le richieste riguardanti l’attuazione delle norme vigenti  dovrebbero sempre essere inviate per raccomandata A/R al Direttore generale dell’Asl e al Sindaco del Comune di residenza dell’utente, trattandosi di prestazioni socio-sanitarie esigibili ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 29 novembre 2001 “Definizione dei livelli essenziali di assistenza” (Lea) le cui norme sono cogenti in base all’articolo 54 della legge 289/2002, e della sentenza della Corte costituzionale n. 36/2013.

L’istanza di cui sopra, che è consigliabile inviare per conoscenza al Difensore civico e all’organizzazione di riferimento, dovrebbe contenere un certificato attestante la situazione dell’utente (disabilità o altro) e la precisazione, la più dettagliata possibile, delle prestazioni richieste nonchè i riferimenti delle leggi in base alle quali sono richieste le prestazioni elencate.

Se nella lettera viene scritto che «Ai sensi e per gli effetti della legge 241/1990 lo scrivente chiede una risposta scritta»  i responsabili del settore pubblico (ad esempio il Direttore generale dell’Asl e il Sindaco) devono rispondere per iscritto al più tardi entro 90 giorni. Se non si ottiene la risposta, si può inviare un sollecito (dando ad esempio 10 giorni di tempo) e si può fare un esposto alla magistratura.

È ovvio che, inviata la raccomandata A/R non si devono accettare risposte verbali.

Nella stessa lettera è opportuno scrivere: «Lo scrivente chiede al Difensore civico di intervenire affinché vengano fornite allo scrivente le prestazioni richieste».

 

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