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Rendicontazione al Giudice

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LA RENDICONTAZIONE PERIODICA AL GIUDICE TUTELARE: VITTO, ALLOGGIO, … TUTTE LE SPESE DA REGISTRARE

 

(Tratto da "Controcittà", sett-ott-nov 2018)

 

Effettuare il cosiddetto «rendiconto» [1] da sottoporre in genere annualmente al Giudice tutelare, dovrebbe essere il momento riassuntivo dell’attività di gestione patrimoniale della persona interdetta o amministrata, attività già organizzata durante tutti i giorni dell’anno da parte rispettivamente del tutore o dell’amministratore di sostegno.

Il rendiconto peraltro dovrebbe essere non solo una riproposizione di una gestione economico-patrimoniale ma anche un resoconto sugli aspetti di vita sociali e sanitari della persona con vincolo tutelare, per es. con disabilità intellettiva grave e/o con autismo (ma anche anziana malata non autosufficiente, con per es. morbo di Alzheimer o altra orma di demenza, oppure malata psichiatrica grave), sia che viva a casa con i propri familiari, sia ricoverata in una struttura residenziale sanitaria o socio-sanitaria [2].

Ci sembra utile, allora, approfondire gli aspetti da tenere in considerazione nel citato rendiconto e vedere come impostare una semplice ma regolare attività di rilevazione delle entrate e delle spese orientata al rispetto dell’obbligo del tutore o dell’amministratore di sostegno, al buon senso e alla praticità.

Nel caso di persona che vive assieme ai propri familiari la gestione sarà ovviamente più articolata rispetto a quella di un soggetto inserito in una struttura residenziale, per es. Rsa (Residenza sanitaria assistenziale) o in una comunità alloggio socio-sanitaria. In questi ultimi casi la retta di ricovero in struttura comprenderà tutte le prestazioni e i servizi  necessari per l’utente, ad eccezione delle piccole spese personali affrontate attraverso una quota (circa 100/150 euro al mese) lasciata a disposizione del ricoverato e gestite o direttamente o dal suo tutore (o amministratore di sostegno)[3]. Le entrate pertanto saranno destinate, per quanto disponibili, a coprire la quota alberghiera determinata dai Lea, Livelli essenziali delle attività sanitarie e socio-sanitarie (trattenendo la modica quota succitata per le piccole spese personali). Se tali entrate del ricoverato non sono sufficienti al pagamento della retta alberghiera, sarà l’Ente gestore dei servizi socio-assistenziali /il Comune di residenza del paziente prima del ricovero, a provvedere alla dovuta integrazione.

 

Persona che vive a casa assieme ai suoi familiari

Nel caso invece di persona che convive al domicilio con i propri familiari, la gestione economica delle entrate e, soprattutto, delle uscite, dovrà tenere conto di una serie di spese necessarie per la vita quotidiana, per il vitto e per l’alloggio oltreché per le necessità dirette della persona. Spese che a volte non sono facilmente riconducibili a pezze giustificative (scontrini, ricevute, parcelle…).

Facciamo l’esempio di una persona adulta con disabilità intellettiva grave che vive in casa con i genitori e di cui il papà è il suo tutore, assieme ad una sorella maggiorenne che lavora ma vive ancora in casa con i genitori.[4]

In linea di principio la persona tutelata (e così anche tutti gli altri componenti del nucleo), dovrà contribuire, per quanto possibile, con le proprie entrate a coprire non solo le spese personali ma anche quelle di tipo generale, secondo una attribuzione di quota parte. 

Le spese generali pertanto, secondo questo criterio, dovranno essere suddivise per il numero dei componenti il nucleo familiare e riguarderanno essenzialmente la casa e il vitto.

Quelle personali riguarderanno principalmente l’abbigliamento, l’igiene, le spese mediche ma anche, se possibile, momenti di svago, attività esterne, iniziative fuori dal contesto abitativo.

Entrando in dettaglio, tra le spese generali troviamo: l’affitto della casa, le tasse, l’assicurazione, le utenze di energia elettrica, gas, telefono, riscaldamento, le spese condominiali, l’acqua potabile, ecc. ma anche le spese per l’ammortamento degli elettrodomestici, altresì le spese per la pulizia della casa e degli indumenti nonché le possibili spese straordinarie per la casa. Spese per il vitto, cioè per l’alimentazione per la colazione, il pranzo, la merenda e la cena. Sono poi da considerare anche le spese per il trasporto (l’automobile, ecc.).

Tra le spese personali rientrano invece quelle per l’abbigliamento, le calzature, ecc. quelle per visite mediche, ticket, farmaci, ausili a pagamento, ecc. Nonché esigenze speciali personali. Ad esse vanno aggiunte le spese per il tempo libero, per esempio uscite, cinema, pizzeria, vacanze, …

Non consideriamo prestiti o donazioni in quanto vietati per la persona interdetta (cfr. articolo 777 “Donazioni fatte da rappresentanti di persone incapaci” del Codice civile).

Non consideriamo altresì le spese per l’assistenza continuativa, facendola rientrare nel computo dell’indennità di accompagnamento e nell’attività volontaria dei familiari.

Come tener dunque traccia di tutte queste spese? Tralasciando la gestione tramite strumenti informatici (es. programmi specifici su Pc, o semplici fogli Excel…) è sufficiente un quaderno in cui si segneranno per ciascun mese tutte le entrate e le uscite effettuate (indicando data, importo e motivazione), suddividendole in spese di tipo generale e personale.

Le spese personali saranno interamente imputate alla persona interdetta/Amministrata, mentre quelle generali saranno attribuite, nell’esempio del nucleo familiare composto di quattro persone, per un quarto del costo totale.

Vediamo una tabella esemplificativa:

 

 

MESE …………………………………………..
SPESE
GENERALI

Spesa
(EURO)

% addebito

Spesa  addebitata
(EURO)

CASA

Mutuo o affitto, Elettricità, Gas, Acqua, Telefono/Internet, payTv, Tassa rifiuti, Elettrodomestici, Manutenzioni e riparazioni, Spese condominiali, Pulizie/personale di servizio, …

 

 

 

TRASPORTI

Rata automobile, Assicurazione, Tasse auto, Carburante, Manutenzione, Parcheggio, …

 

 

 

ASSICURAZIONE

Casa, Salute, Vita, …

 

 

 

ALIMENTAZIONE

Alimentari, Ristoranti, …

 

 

 

TASSE

Statali, Regionali, Comunali, …

 

 

 


MESE …………………………………………..
SPESE
PERSONALI

Spesa
(EURO)

% addebito

Spesa  addebitata
(EURO)

CURA PERSONALE

 

Abbigliamento, Calzature, Parrucchiere, Lavanderia, …

 

100%

 

SPESE MEDICHE

Medicinali, Analisi cliniche, Visite specialistiche, …

 

100%

 

TEMPO LIBERO

Cinema, Concerti, Eventi sportivi, Teatro,…

 

100%

 

TRASPORTI

Autobus/taxi, …

 

100%

 

Altre spese

Altro

 

100%

 

 

 

È palese, data l’esiguità della pensione per chi è invalido al 100x100 (circa 290 euro al mese per 13 mensilità, di fatto in contrasto con il dovere di mantenimento dello Stato nei confronti degli inabili al lavoro e sprovvisti dei mezzi per vivere, sancito dall’articolo 38, primo comma, della Costituzione) e dell’indennità di accompagnamento per chi ha necessità di un’assistenza continua non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita (circa 516 euro per 12 mensilità), che nei casi in genere più diffusi di entrate economiche limitate alle succitate provvidenze, il valore delle uscite mensili (le varie spese viste sopra) supererà abbondantemente le entrate.

Per tale ragione, l’esercizio di rendicontare tutti i costi sostenuti è a motivo soprattutto di mostrare – dati alla mano – che per coloro che vivono a casa con il supporto dei familiari e non dispongono di entrate o patrimoni diversi dalla pensione di invalidità e dall’indennità di accompagnamento, il Giudice tutelare non dovrebbe affatto sindacare su scontrini o altre pezze giustificative, in quanto la somma di queste spese a fine mese supererà di gran lunga le entrate.

Ed inoltre il suddetto esercizio potrà servire a valorizzare il ruolo dei familiari, fondamentale ma volontario, di assistenza a casa di un soggetto adulto con grave disabilità intellettiva o autismo, affinché senza indugio siano erogati servizi adeguati e necessari per mantenere il più a lungo possibile la persona a casa propria, consentendo un maggior benessere per l’individuo ed un risparmio economico – rispetto al ricovero residenziale - per le istituzioni, le quali ovviamente non dovranno richiedere per tali servizi / prestazioni alcuna contribuzione economica.

In questo caso è stato approntato un facsimile di dichiarazione semplificata già utilizzato da anni da molti soci dell’Utim che riportiamo di seguito e da adattare al singolo caso.

 

TUTELA N.: ___________________

TUTELATO/A  ____________________________

TUTORE: _____________________________grado di parentela ______________

 

Rendiconto relativo al periodo dal: _________________ al ______________________

 

CONDIZIONI DI SALUTE E COLLOCAZIONE DELLA PERSONA SOTTO TUTELA

 

Il tutore dichiara che la persona sottoposta a tutela vive presso:

       ●   ________________________________________________________________________

e che le condizioni generali della persona sottoposta a tutela sono le seguenti:

______________________________________________________________________________

Si allega dichiarazione del medico di base sulle condizioni di salute della persona sottoposta a tutela

 

SITUAZIONE PATRIMONIALE DELLA PERSONA SOTTOPOSTA A TUTELA

 

Il tutore dichiara che la persona sottoposta a tutela è beneficiaria di:

  • pensione di invalidità                    di €_______ mensili per 13 mensilità = _____________
  • maggiorazione (finanziaria 2000) di €   10,33   mensili per 13 mensilità =            134,29
  • indennità di accompagnamento    di €_______ mensili per 12 mensilità = _____________ 
  • interessi di c/c o libretto               di €                                                       = _____________
  • _________________________    di € __________________________ = ______________

 

                                                                                           totale annuo =______________

Il tutore precisa che:

1      - tali somme sono state interamente destinate al mantenimento ed all’assistenza del/la tutelato/a

Il tutore dichiara che la persona sottoposta a tutela è titolare:

1      - di libretto di risparmio postale/bancario n.___________ con saldo di €_________ al ________

     presso l’Uff.Postale/Banca di_____________ Agenzia n.______via__________________

2      il c/c postale/bancario n. ______________________  con saldo di €_________ al ________ 

     presso l’Uff.Postale/Banca di _____________ Agenzia n._____ via__________________

altro _____________________________________________________________________

 

      Si resta a disposizione di fornire, se richiesto, fotocopia del libretto di risparmio estratto e/o conto corrente bancario e ogni altra precisazione che si rendesse necessaria.

Distinti saluti.

 

Luogo, data____________

                                                                                                                         IL TUTORE

                                                                                                                 ____________________



[1] L’articolo 380 del Codice civile intitolato: “Contabilità dell’amministrazione” al primo comma  afferma: «Il tutore deve tenere regolare contabilità della sua amministrazione e renderne conto ogni anno al giudice tutelare».

[2] La legge 6/2004 che ha introdotto lo strumento dell’amministrazione di sostegno ha previsto in merito al relativo decreto di nomina, che esso debba «contenere l'indicazione: (…) 6) della periodicità con cui l'amministratore di sostegno deve riferire al giudice circa l'attività svolta e le condizioni di vita personale e sociale del beneficiario» (cfr. articolo 405 del Codice civile).

[3] Rif.to legge 328/2000 articolo 24, comma 1, lettera g) «Riconoscimento degli emolumenti anche ai disabili o agli anziani ospitati in strutture residenziali, in termini di pari opportunità con i soggetti non ricoverati, prevedendo l'utilizzo di parte degli emolumenti come partecipazione alla spesa per l'assistenza fornita, ferma restando la conservazione di una quota, pari al 50 per cento del reddito minimo di inserimento di cui all'articolo 23, a diretto beneficio dell'assistito»;

[4] Si veda l’articolo pubblicato sul n. 180, 2012 di “Prospettive assistenziali” “Quanto costa alla famiglia un congiunto con grave handicap intellettivo?”.

Allegati:
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